una vita più onesta

Una voce o un incidente o una sensazione.
Ti giri e ti vedi riflesso.
In uno sguardo distratto o in un vetro distrutto o in un avanzo di idea.
Ti vedi per caso.
All’improvviso.
Senza aver avuto il tempo di nascondere il tempo ovunque impresso.

Ti vedi per quel che sei, nonostante l’impegno e le speranze.
Ti vedi e ti arrendi.
Ti arrendi e ti abbandoni.
Ti abbandoni e ti lasci andare alla calma piatta dell’evidenza.
Senza gioia né dolore.
Silenziosamente naufragando.

Sulla riva cocci sparsi.
Li guardi.
Non sai che fartene.
Tanti pezzi tutti tanto diversi.
Rotti, scheggiati, incompiuti.
Riflettono.
Ti restituiscono scomposto, fuori posto, frammentato.
Rifletti.

Osservi ciò che resta e ti chiedi come assemblarci qualcosa.
Non so, una vita più onesta.
Qualcosa che stia in piedi, con un minimo di dignità.

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